In viaggio verso gli anticorpi della paura

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Hai mai pensato di farti gli anticorpi verso ciò che nella vita, come nei viaggi, ti frena? Hai mai pensato a cosa rende tossiche le tue giornate? Come puoi evitare di farti rovinare esperienze irripetibili da pensieri negativi?

Bene io sì. Ho sempre pensato che le mie paure mi stavano esageratamente limitando, ma nella routine di ogni giorno trovavo anche una scusa per fare finta di niente e andare avanti su quella strada che però non mi rendeva per niente soddisfatta. Sapevo dentro me che doveva per forza esserci di più. Durante i viaggi mi sono trovata a faccia faccia con questo signor Di Più.

Ad un certo punto credo mi abbia pure chiesto “Allora cosa ne vogliamo fare di tutte queste paure ingiustificate?”. Avere paura è normale e pure necessario. Senza paura correremmo dei rischi inutili. Ma la paura non deve essere una catena.

Mi sono sentita e, lo confesso spesso ci ricasco, sentendomici ancora, così tante volte, in prigione per paura di cambiare, che finivo per giustificare pure l’essere in catene. La giustificazione maggiore che mi do (sì, uso il tempo presente) è a quella della sicurezza, del “meglio non correre rischi”. E così che mi sono ritrovata a nascondere desideri, aspirazioni, sogni. Sono finita col nascondere me stessa, perché in fondo ci sto bene, lì nella mia consuetudine a fare tutto ciò che ci si aspetta da me. Ma cosa succede quando viaggi, vedi altro e poi viaggi ancora e vedi cose su cose. Vedi e qualche domanda inizi a fartela, vedi e inizia a bussare insistentemente quella bambina che all’età di 4 anni diceva:

Io, grande, non ci diventerò mai!

Così nella mia prigione non ci sono mai stata volentieri, sono sempre stata ribelle e a dirla tutta su una cosa, una su tutte, non mi sbagliavo: c’è molto Di Più. Questo di più è sia fuori che dentro di me. È in ciascuno di noi. È la parte che non valorizziamo, non ascoltiamo e non alimentiamo per paura. Paura del confronto, del giudizio, di non essere abbastanza, paura dell’ignoto. Paure insensate, che non servono a salvarti la pelle, ma ti rovinano lo spirito.

Questo Di Più credo mi si sia presentato la prima volta in Piemonte, in un contesto bucolico ai margini del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Fu un signore delicato e gentile. Un apicoltore che controllava le arnie in pantaloncini corti e a mani “nude”.

Gli chiesi “Ma non pungono?”, mi rispose “Beh a volte, sì”. Mi sentii un po’ stupida, che risposta mi aspettavo? “Anche dieci punture al giorno” continuò lui “ma dopo ti fai gli anticorpi e non ti gonfi nemmeno più”. Questa parte di risposta, invece, non me l’aspettavo e ne restai meravigliata.

Paesana apicoltore
Paura delle punture: o ti proteggi o ti fai gli anticorpi!

Iniziai a pensare a quante cose mi stavo perdendo per paura. Per paura di essere punta, mi privavo del miele. In qualche modo stavo soffocando una parte importante di me. Questo era il Di Più che mi stava parlando. Pensai agli anticorpi. Capii che dovevo osare a spingermi un po’ oltre i miei timori, quelli che sapevo essere timori stupidi, dovevo andare un po’ più in là, fino ad arrivare ad averne gli anticorpi.

Gli anticorpi sono quelle particolari proteine con una funzione difensiva verso batteri, tossine insomma molecole estranee al nostro corpo. La tossina era la paura, cosa potesse essere l’anticorpo non lo capii immediatamente. Sapevo che, come per le punture delle api, dovevo continuare a ricevere influenze negative dalla paura, fino a che, a forza di sentirmi schiava e intrappolata in situazioni frustranti, non avrei capito cosa potesse farmi superare i miei limiti.

A forza di andare poi le esperienze aumentarono, i posti visti anche, lo stupore crebbe a dismisura. Avevo sempre più voglia di scoprire cos’altro ci fosse oltre i miei limiti. Mi accorsi che mi stavo facendo gli anticorpi.

La curiosità divenne il mio personale anticorpo per la paura.

Il desiderio di conoscere, di avere diretta esperienza di un determinato fatto, luogo, personaggio, sconfisse in parte quelle paure da cui mi sentivo limitata.

Mi dissi:

Da ora in poi non importa quante “punture” riceverai nella vita, non importa quanto tempo ci vorrà, non importa quanto difficile potrà essere, riempiti di esperienze e di incontri, ti farai gli anticorpi!

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