Viaggia in camper per smettere di preoccuparti del giudizio degli altri

A distanza di anni dal aver incominciato a viaggiare in camper, ancora oggi, se mi fermo a pensare alla vita da camperista, mi stupisco.

Mi stupisco di come il camper ci renda vicini.

Ho sempre amato il campeggio per il fatto di dover fare tutte le operazioni intime in mezzo alla gente. In altre situazioni ammetto che mi darebbe un fastidio imbarazzante. In campeggio no, è la cosa che più amo. Lo fanno tutti e diventa subito normalità. Andare in bagno attraversando mezzo campeggio con la carta igienica sotto l’ascella: tutti sanno cosa stai andando a fare. Andare in giro con l’accappatoio, lo spazzolino e il dentifricio, i piatti da lavare.

Il camper rappresenta una via di mezzo tra la massima condivisione del campeggio vero e proprio e la sicura intimità di casa propria.

Certo, succede di fare i propri bisogni con la signora che passeggia accanto al camper col cagnolino. Capita di avere la porta aperta e mangiare, mentre qualcuno incuriosito ti chiede l’anno di immatricolazione del camper.

Tutto questo essere osservati diventa in pochi giorni estremamente normale.

Ho detto che in altre situazioni mi avrebbe dato un fastidio imbarazzante. Ho cercato di dare una risposta al perché di questa differenza. Credo risieda sempre nel fatto che viviamo in mezzo alla gente col peso di essere guardati e giudicati.

Il pensiero degli altri, specie se sconosciuti e presi nel complesso, può rovinarti dentro.

È una grandissima illusione e non dovremmo mai esserne influenzati. Per quanto mi riguarda ho sempre trovato abbastanza difficile non farmi condizionare dal giudizio altrui. La scuola ha avuto un ruolo fondamentale in questo. A scuola, per forza di cose, si impara che tutto ruota intorno al voto. Grande fesseria: dovrebbero insegnare anche come interpretare correttamente il giudizio. Ho sempre ammirato chi, al contrario di me, sapeva fregarsene.

Se comunque a scuola il giudizio degli altri ha almeno un senso, nella vita adulta lo perde completamente.

Quello che pensano gli altri, innanzitutto, non è attendibile, perché è difficile per chiunque mettersi nei panni altrui e, in seconda battuta, nessuno ci garantisce che sia veritiero.

Spesso e volentieri è solo ciò che noi crediamo possa essere il giudizio esterno, poi nessuno nella realtà dei fatti ti considera.

Per questo motivo non dovrebbe avere alcuna importanza quello che ci diciamo essere “il pensiero degli altri”. L’esperienza di viaggio mi ha insegnato molto a riguardo. Quando ho scritto “non pensiamo più all’essere osservati mentre ci laviamo i denti o mettiamo in ordine” è stata per me una sorta di rivelazione. Era una regola che potevo applicare nella vita in generale e non solo in camper. Sebbene mi sia ancora difficile dare il giusto peso a quello che io credo possano pensare gli altri, ho imparato prima a vedere come la penso io a riguardo.

Inoltre, è successo un episodio durante il viaggio che ha radicalmente cambiato il mio modo di interpretare il giudizio.

È accaduto che un giorno un signore, uno di quelli colti, che ha una risposta per ogni cosa, ci facesse una critica velata. Non si rivolse direttamente a noi, ma formulò il giudizio in generale, ma noi ci sentimmo tirati in causa. Ovviamente, lì per lì, la sensazione fu di profondo sconforto.

Labirinto della Masone galleria arte

E se davvero stavamo sbagliando tutto?

Quasi stava riuscendo a farci desistere dall’inseguire ancora i nostri sogni, facendoci smettere di viaggiare ed esplorare. Passò del tempo in cui veramente eravamo tentati di abbandonare ogni cosa. Poi, dal niente, iniziò a farsi strada il mio pensiero.

Come vedevo io la situazione?

Davvero credevo che il nostro viaggio fosse una cosa inutile?

Quello che stavamo facendo era per me davvero insignificante?

Eppure che quel viaggio mi stava dando tantissimo, anche se non riuscivo ancora a focalizzare esattamente di cosa si trattasse, per cui era troppo presto. 

Quello che io credevo in cuor mio era che dovevamo per forza andare avanti a scoprire.

Il signore si sbagliava, ma il suo giudizio fu di enorme importanza per far emergere il mio pensiero. Fu lo sprono che mi mancava per ascoltarmi e proseguire. Grazie a quel signore iniziai a cercare qualcosa di più profondo. Fece scattare una molla che non mi ero ancora resa conto di possedere.

Questo avvenimento fu per me la conferma di quanto il giudizio degli altri sia del tutto inconsistente, privo di attinenza. Se lo avessi ascoltato tutto sarebbe finito nel niente di quelle parole che nemmeno il vento si ricorda più.

Ascolta sempre prima il tuo personale pensiero. Scava dentro e in tutta onestà vedi se ci sono punti su cui lavorare, molle da far scattare. Vivrai molto più tranquillo e sereno.

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