PERDERSI IN VIAGGIO: quando un errore diventa opportunità

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I primi tre giorni di viaggio ci hanno visto alle prese con continui cambiamenti di rotta.

Ci siamo persi tantissime volte e abbiamo percorso molti chilometri che non avevamo preventivato di fare tutti insieme. Prima della partenza, pensavo che perderci sarebbe stato un gran problema. Addirittura ero talmente presa dai miei timori che mi guardavo in anteprima il percorso per vedere se un camper poteva passare senza difficoltà dalle varie strade. Poi è successo che già al secondo giorno ci siamo persi sulle colline dell’Oltrepò Pavese. Strade strette, isolate e tutt’intorno solo paesaggi stupendi.

Ancora una volta avevo perso tempo seguendo le mie paure, che poi, lì, nell’Oltrepò Pavese, senza una direzione precisa da seguire, dove erano finite?

Perché abbiamo così paura di perderci? Di azzardare? Di scoprire ciò che non avevamo preventivato, pensato, studiato?

Io credo che ciò che più di tutto ci spaventa è il non sapere. Non sapere come andrà a finire, non conoscere la strada giusta, non avere idea se staremo bene oppure no. In tutto questo, siamo condizionati da una società che ci dice in continuazione di non azzardare, di non tentare, perché è sicuro solo ciò che è noto.

La tua abitudine è nota, è ripetitiva, è comoda: in una parola è maledettamente sicura.

Confesso che pure io sono abitudinaria proprio perché mi sembra possa offrirmi quello che cerco. Illusione. Sta tutto là fuori ed è proprio perdendosi che si fanno le scoperte migliori.

Labirinto della Masone mappa

Nei nostri viaggi ho ricordi piacevoli per la maggior parte delle volte che ci siamo persi. Quella volta che ci siamo ritrovati lungo il fiume Borbera e ci siamo rilassati sulle sue spiagge. Oppure quella volta che abbiamo sperimentato il barefooting risvegliando sensazioni perse chissà da quanto. Certo gli inconvenienti esistono, ma lasciatelo dire, nessuno sa quando la vita ti presenta il conto. Gli avvenimenti negativi possono accadere anche nella tanto amata abitudine, anzi, siccome non sei uno che si perde tutti i giorni, diventa più probabile possa accadere nella comfort zone, anche se lì tutto ti è apparentemente noto.

Quando smarrisci la strada, ho notato che la tua soglia di attenzione aumenta.

I tuoi occhi cambiano, la tua visione del mondo diventa un po’ più ampia. Devi ritrovarti e istintivamente metti in atto tutte quelle capacità che hai e che non ti ricordi di usare quando invece ti senti al sicuro. Attento e concentrato ai particolari scopri nuovi aspetti del mondo, conosci persone con cui non avresti mai interagito, diventi più sensibile a ciò che ti circonda.

Cosa ci sia di positivo nell’aumentare la propria sensibilità non lo si coglie fin dall’inizio.

Anzi, personalmente ho spesso odiato sentirmi così partecipe al mondo esterno. Mi accorgevo di cogliere aspetti che tutti gli altri, magari percepivano e vedevano come me, senza restarne colpiti. Per anni ho subito il bombardamento degli stimoli esterni. Quell’errore, che mi aveva costretto ad essere più ricettiva, si rivelava puntualmente un nemico. Solo viaggiando in camper, forse perché perdersi non era più così improbabile, ho imparato a far fruttare tutto quel mondo di emozioni, sensazioni, scoperte che mi travolgeva ogni volta che sbagliavamo strada. Perdere la rotta era sempre l’occasione buona per imparare qualcosa di diverso, di sconosciuto.

La vita poi sa sempre cosa offrirti nei momenti giusti.

Quindi, tutto ciò che imparavo non faceva altro che incrementare una rivoluzione dentro di me, messa in atto inconsapevolmente dal primo istante, in cui abbiamo girato la chiave del camper e siamo partiti.

Ogni volta che ti troverai in crisi perché non sai da che parte andare, ricordati di ascoltarti, osserva e respira. Scoprirai cose incredibili dentro e fuori di te.

Smarrire la strada è sempre un’occasione che la vita ci sta offrendo al momento giusto e mai per caso o per sbaglio.

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