Prima vacanza: cosa significa viaggiare in camper per un cane

Prima vacanza: cosa significa viaggiare in camper per un cane

Cosa significa viaggiare in camper per un cane? Quali sono le impressioni alla prima vacanza su ruote? Quali insegnamenti porterà con sé questa nuova esperienza? A queste domande risponde la nostra compagna a 4 zampe, Milka

La casa viaggiante

Il camper è come la scatola rumorosa che si muove. Ma ancora più chiassoso e molto più grande. Ciò significa che si muovono più cose.

Tutto questo non mi fa piacere.

La libertà.

La parte bella della casa viaggiante è che ogni volta il fuori cambia e con esso gli odori, gli animali. A volte c’è l’acqua. Altre la sabbia. Spesso c’è la montagna. Sono quasi sempre lasciata libera di correre. Questa libertà è diventata la mia priorità, quindi per ora non importa se la casa viaggiante mi rende ansiosa, purché alla fine la priorità del poter correre liberamente sia rispettata. 

La libertà non c’è ovunque. Bisogna andare a prendersela. Si trova nei luoghi dove non c’è nessuno. In campagna, nei campi, nei pascoli, nelle spiagge deserte. Non è mai sotto casa. In città, con gli altri cani, per strada, con altre scatole viaggianti grandi o piccole che siano.

Le mucche

Siamo in montagna e ho fatto conoscenza con le mucche. Sono animali giganteschi e anche loro rumorosi. Sono come cavalli ma ancora più tozzi. Mi fanno un po’ paura, ma come ogni cosa negativa che si rispetti, nascondono un aspetto positivo. La loro cacca è ancora più buona di quella dei cavalli, fanno delle torte gustosissime e se piove diventano pozzanghere dove rotolarsi. Sono animali molto utili.

Le pigne

Siamo nel bosco e aspettiamo con tanti altri cani che qualcuno dica il mio nome. Io sono irrequieta, non so stare così tante ore qui ferma ad aspettare. Trovo una pigna e inizio a sgranocchiarla. Il mio padrone cerca di togliermela di bocca. Io lo mordo in fronte.

Come mi hanno tolto il vizio del morso

Siamo ancora nel bosco. Cerco un’altra pigna da sgranocchiare. A un certo punto, improvvisamente, una mano mi afferra la mandibola, mi infila il labbro superiore sotto al canino, io perdo la mia pigna dalla bocca, per difenderla cerco di morde la mano, ma mi mordo prima il labbro, messo lì in mezzo ai miei canini. Guaisco.

Lascio trascorrere un po’ di tempo. Avvisto un sasso e decido di procedere con l’esperimento. Devo vedere cosa succede se prendo in bocca qualcosa, non posso perdere le mie prede. Mi fiondo sul sasso e lo mordicchio. Sembra tutto tranquillo per i primi istanti quando improvvisamente ancora una mano mi afferra mandibola, labbro sotto i canini, io serro i denti e mi mordo il labbro.

Lascio trascorrere altro tempo. Avvisto un legnetto. Mi rimordo il labbro.

Ho deciso di abbandonare il morso, sono stanca di mordermi il labbro.

In definitiva, ho capito che il camper è molto più di una casa viaggiante. È costante esperienza che ti fa capire osservando posti nuovi cosa è giusto fare e cosa è sbagliato. Così io ho imparato a non mordere.

 

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