Sulla lentezza e i suoi insegnamenti

Da quando viaggiamo in camper la lentezza è caratteristica imprescindibile del nostro andare. Nonostante siamo passati a camper sempre più moderni e “prestanti”, la lentezza non ci ha mai abbandonato. Anzi, a dire il vero anche con motori di volta in volta più potenti ci siamo accorti di essere diventati ancora più lenti.

Lenti nelle partenze, lenti nel viaggio, lenti nel soffermarci ad osservare un luogo e a parlare con la gente.

I minuti, pochissimi, che abbiamo guadagnato nel percorrere la strada lì investivamo in minuti di contemplazione. Procedere lenti fa vedere il mondo con occhi diversi. È un po’ come abituarsi a procedere con l’attenzione attivata sul verde di “acceso”.

San Felice Sul Benaco campeggio tartaruga
Tartaruga: lenta e con la propria casa sempre con sé, come noi

Procedendo con questo passo lento abbiamo scoperto avere un rapporto particolare con le biciclette.

Già anni fa, ancora con Camillo, il nostro ex camper, sulle montagne per andare a Folgaria, fummo superati a tutta birra da un ciclista e lì il nostro orgoglio fu un po’ ferito.

Tempo dopo, ci capitò di seguire per le viuzze di un paesino a noi sconosciuto un gentile signore, in bicicletta con tanto di nipote sul portapacchi. Eravamo con Heisenberg. Il signore si era avvicinato chiedendoci dove fossimo diretti. Forse ci aveva visto del tutto spaesati. Era vero, in quel momento non sapevamo dove andare e stavamo aspettando un qualche segno dalla vita, che ci mandò quel straordinario nonno in bicicletta. Compresa la nostra destinazione, il nonno affermò tutto contento e desideroso di aiutarci: “Seguitemi vi faccio strada io”. Così lentamente, lentamente e senza intoppi arrivammo a destinazione. La cosa incredibile fu che non saremmo andati più veloci senza seguirlo e, anzi, molto probabilmente, saremmo arrivati pure dopo.

L’abitudine ad andare di corsa

Lì abbiamo capito davvero come vivere lentamente ci porti più lontano e anche più efficacemente dell’andare veloce e con addosso i paraocchi, chiusi nei nostri pensieri. È un concetto poco di moda, lo so. Ci siamo abituati a vivere a fare tutto di corsa. Diciamo di non avere tempo, siamo in balia di giornate frenetiche su cui spesso ci sentiamo di non avere nemmeno il controllo. E questa fretta ce la portiamo dietro anche quando proprio non ci serve. Fretta di arrivare. Fretta di vedere. Fretta di smaltire la fila.

Perché?

Il camper induce a non avere fretta, sia per ragione intrinseche del avere mezzi così, ma anche per questioni di sicurezza.

Il camper mi ha aiutato ad essere lenta e nei momenti di lentezza mi accorgo essere molto più riflessiva e ricettiva.

Da quando viaggiamo in camper una voce dentro di me mi dice costantemente:

Non avere fretta di arrivare, osserva la strada, i panorami, rifletti sui bivi che incontri, quali indicazioni, come le leggi, quali catturano di più la tua attenzione.
Non avere fretta di vedere: osserva prima ciò che la vita ti offre, tutto è concatenato e il percorso è fatto apposta perché tutta possa capire, recepire ciò che stai andando a vedere.
Non avere fretta di smaltire la fila: le code sono un’ottima occasione per allenare l’osservazione e la fantasia, puoi farti domande strane su chi ti circonda, sul modo degli altri di stare in fila, fantasticare sulle loro vite. Essere lenti è un privilegio.
Non perdere ogni singola occasione per procedere lentamente.

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