Viaggiamo per imparare a dire GRAZIE, di nuovo e sempre

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In viaggio mi sono ritrovata ad essere grata per le cose più assurde.

Un giorno trovai tra le cassette scartate da un supermercato, la mia futura scrivania. Feci un’opera impensabile, almeno per me, che col fai da te ero sempre stata una pasticciona. Invece, da una piccola cassetta di legno ne uscì un tavolino da letto. Ne fui subito molto orgogliosa. Avevo recuperato un rifiuto e ne avevo fatto qualcosa che per me era utile e pure bello. Ringraziai quel giorno e ringraziai la vita per avermi offerto sostanzialmente dell’immondizia. Dissi che per me era stato un giorno molto ricco, un giorno “dove il metro di misura di questa ricchezza non è più una moneta, bensì un forte sentimento che fa rima con gratitudine”.

Impara ad essere grato di ogni istante, di ciò che ti capita e delle persone che ti sono accanto e che ti vogliono bene.

Nei momenti in cui avrai di meno sarai paradossalmente ancora più riconoscente. Per questo motivo eliminare l’ingombro del superfluo, anche nei pensieri, ti fa focalizzare l’attenzione sulle cose, persone, obiettivi, idee veramente importanti.

Una volta che ne riconoscerai la ricchezza non potrai che esserne grato.

Cuneo area sosta camperEcco perché un rifiuto dell’immondizia è stato in grado di rendere la mia giornata più ricca: mi aveva permesso di essere grata.

La gratitudine rappresenta un grande passo verso la tua felicità.

Ti basti pensare a tutte le volte che ti sei ritrovato ad essere profondamente riconoscente. In quel momento scommetto che ti sentivi bene. Aumentare la tua felicità passa proprio da qua. Siamo talmente catapultati in vite frenetiche, dove ogni bisogno è facilmente colmabile, che poi ci dimentichiamo di quanto sia importante fermarci e concentrarci sul valore di ciò che ci circonda.

Ci dimentichiamo di ringraziare.

Ci dimentichiamo di apprezzare le persone che abbiamo accanto, di valorizzare le grandi fortune avute nella vita. Ci scordiamo, perfino, di essere soddisfatti di noi stessi. In tutto questo meccanismo non siamo certo aiutati da una società da cui ci sentiamo perennemente giudicati, una società che ci offre tutto, togliendoci, però, fiducia in noi stessi e negli altri.

A me è bastato il viaggio, la continua scoperta, convertire il cervello in modalità “spugna” e una cassetta di legno buttata via per rendermi cosciente di quanto sia importante essere riconoscenti.

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