Viaggiare in camper e la connessione col mondo: gli arcobaleni

Non ho mai visto così tanti arcobaleni come durante i nostri viaggi. Arcobaleni sulle cascate, arcobaleni dopo il temporale, arcobaleni gratuiti, senza essere preceduti dalla pioggia. A volte sono stati dei segni che ci hanno accolto come a dirci “Stupitevene e gioite, qui farete un’esperienza incredibile”.

Eravamo a Paln de Corones ed osservammo per mezzo pomeriggio questo spicchio di arcobaleno che proprio non accennava ad andarsene. Dopo alcuni giorni ci lanciammo col parapendio e fu davvero un’esperienza incredibile.

Altri arcobaleni furono un chiaro segnale di pace, di quiete dopo la tempesta. Il primo che mi viene in mente fu al Lago di Novate Mezzola, quando il chiasso di un raduno di tunning si concluse con un veloce temporale seguito dal fuggi fuggi generale. Intorno a noi si formò questa quiete pazzesca e un debole ma rilassante arcobaleno.

Infine, ci sono stati arcobaleni ricercati, desiderati, voluti e attesi, come quelli alle cascate di Lillaz. Fu emozionante stare ad osservare per interi minuti il cadere vorticoso dell’acqua, che nebulizzandosi formava splendidi arcobaleni. Pensai immediatamente lì per lì che tutto passa in un istante, nella vita, nel viaggio e nelle cascate. Il formarsi degli arcobaleni era questione di attimi. Capii quanto fosse diventato urgente per me il bisogno di imparare a godermi gli istanti, il presente e ciò che più mi piace. Gli attimi sono occasioni irripetibili.

In quell’occasione, inumidita davanti ad una potente cascata e un incerto arcobaleno, la vita mi stava dando l’occasione di imparare quanto fosse importante vivere il momento presente, afferrarlo, capire quanto fosse prezioso e importante.

La vita mi stava chiudendo tutta la lezione in un arcobaleno.

Cascate di Lillaz arcobaleno
L’arcobaleno alla Cascata di Lillaz

I bambini attorno a me quando vedevano questo arcobaleno, che continuava ad andare e venire, a seconda dei giochi che il sole faceva con le nuvole, urlavano di gioia.

I bambini sanno molte più cose di noi.

La parte assurda del racconto è che anche noi siamo stati bambini, ma poi ci siamo dimenticati come vivere i momenti presenti. Peccato che ci abituiamo facilmente e del tutto in sordina ad uno stile di vita che ci rende così estranei, impassibili agli attimi.

Gli istanti sono importanti, ma passano, così senza lasciare traccia perché siamo sempre di fretta, siamo distratti e non possiamo fermarci per aumentare la nostra consapevolezza.

Di come mi riesca difficile vivere gli istanti, me ne da ogni giorno dimostrazione anche Milka. È un cane formidabile perché, nella sua apparente frenesia, trova sempre il modo di richiamarti l’attenzione obbligandoti a gustare pienamente il momento presente, senza passato o futuro, senza distrazioni.

A Lillaz, in particolare, Milka fece amicizia con uno di quei bimbi meravigliati dall’arcobaleno. Evidentemente vibravano della stessa energia ancor prima di conoscersi.

Il bambino, spagnolo, s’innamorò presto di Milka. La fece mangiare, una crocchetta per volta. Milka stette lì a farsi imboccare. La fece giocare. Recuperò tantissimi legnetti, che Milka morse felicemente, un legnetto per volta.

Quel giorno vedendo i loro comportamenti, i loro giochi, il loro modo di interagire, mi fu chiaro che erano due esseri felici. Non cercavano altro di quello che avevano in quel momento. E non era un momento povero, era un momento ricco. Ricco di gioco, di scambi, di gioia. Vidi in loro la spensieratezza, la spontaneità, il saper esternare un’emozione vera al momento giusto, non troppo presto e non troppo tardi, vidi come avrei dovuto vivere ogni istante.

Gli istanti sono importanti, viviamoli riempiendoli di emozioni, non lasciamoli passare senza ascoltare la loro forza.

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