Visitare Bienno in camper: caccia al tesoro nel borgo dei magli e degli artisti

Quante volte ci è capitato di dire “ma in questo posto il tempo si è fermato”. Lo abbiamo pensato anche qui, eppure questa volta è stato un po’ diverso perché Bienno ha un tocco di novità, una velata porzione di innovazione, una commistione di passato e presente.

E quando il passato incontra il presente, ecco che allora le tradizioni vengono non solo mantenute, ma pure fatte rivivere con rinnovata forza ed energia. Queste nuove vesti assunte da mestieri millenari, adattate e cucite per trasmettere la storia alle future generazioni, ai ragazzi e ai turisti hanno contribuito a rendere un antico borgo medievale come Bienno ancora vivo, attivo e interessante ai giorni nostri, nonostante molto sia stato conservato, mantenuto inalterato.

Bienno tra acqua e fuoco

Bienno è un borgo fatto di tante viuzze e cortili uno più pittoresco dell’altro. Siamo in provincia di Brescia in una valle tributaria della famosa Valcamonica, la Valle Grigna, che prende il nome dal torrente che l’attraversa. Tutto parte un po’ da questo torrente, perché l’acqua della Grigna viene deviata da più di 1000 anni or sono nel Vaso Re.

Bienno mulino
Bienno mulino

Il Vaso Re è un canale artificiale che attraversa ancora oggi Bienno, unico comune della valle dove il tracciato di questo canale è ancora visibile al giorni nostri. Ma non solo. Bienno ha saputo conservare tutta la tradizione di lavoro e mestieri che nei secoli si è andata creando intorno al Vaso Re e all’utilizzo delle sue acque.

Così a Bienno si può vedere ancora in attività un maglio oppure il mulino, funzionanti grazie alla forza motrice dell’acqua della Grigna, convogliata nel Vaso Re e fatta saltare come un grillo da una ruota all’altra, da un dislivello all’altro. È così che Bienno è diventato il borgo dei magli.

Il borgo dei magli

A tutti gli effetti non si sa quando esattamente vennero introdotti i magli, questi enormi martelli che lavorano i pezzi di ferro incandescenti sotto la pressione esercitata per caduta di una pesantissima massa. Però le incisioni rupestri della Val Camonica riportano la rappresentazione di fucine, canali d’acqua, ruote, magli e alberi di trasmissione del movimento. Stiamo parlando dell’Età del Bronzo e del Ferro.

Bienno maglio nella fucina
Bienno maglio nella fucina

Bienno il borgo dei magli, di tradizioni antiche e vecchi mestieri è oggi anche il borgo degli artisti. Il passato incontra il presente. È il borgo degli artisti perché l’amministrazione comunale seleziona annualmente attraverso un bando degli artisti meritevoli a cui assegna spazi, botteghe e residenze collettive. In questo bel modo si richiamano i turisti che possono osservare gli artisti all’opera far emergere la creatività, ma si previene anche l’abbandono di spazi e luoghi che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Caccia al tesoro

Noi abbiamo scoperto Bienno grazie alla Caccia al Tesoro organizzata dal Touring Club nei comuni Bandiera Arancione. Un gioco per scoprire il territorio attraverso le persone che lo abitano. Ogni tappa è stata un incontro, una storia e un luogo caratteristico di Bienno.

L’area sosta camper di Bienno

Prima di raccontarvi le tappe di questa bella caccia al tesoro però, come è doveroso che sia, partiamo col parlarvi dell’area sosta. L’area sosta camper di Bienno è situata in zona industriale e si accede togliendo la catena che ne delimita l’accesso. Costa 10 Euro a notte con allaccio alla corrente. Camper service comodo e fondo su erba che non fa mai male. Il pagamento deve essere fatto alla vicina pro loco. Il centro di Bienno è a pochi passi dall’area sosta.

Bienno area sosta camper
Bienno area sosta camper

I 6 luoghi per raccontare Bienno

Partiamo da qui per andare alla scoperta di 6 luoghi caratteristici di questo borgo incastonato tra le montagne.

  1. CASA DEGLI ARTISTI. La prima tappa della caccia ci porta in quella che nel ‘500 era l’antica dimora di un mercante. Al suo interno sono state trovate infatti due scritte la cui traduzione fa pensare per forza al commercio:

    Il darsi da fare è madre delle ricchezze
    Il suo danno è il tuo guadagno

    Oggi la casa, di proprietà della Comunità Montana della valle Camonica, è a disposizione degli artisti, che qui esprimono tutta la loro creatività.

  2. MUSEO NATURALISTICO. L’indizio di questa tappa ci porta a cercare il Gallo Cedrone e dove poter osservare gli animali selvatici da così vicino da poterne analizzare i minimi particolari? La risposta è solo una: al Museo Naturalistico, un luogo dove si possono osservare tantissime specie animali e vegetali principalmente della Valle.
    Dobbiamo ammettere che inizialmente trovarsi in mezzo a tutti questi animali imbalsamati ci fa uno strano effetto. Poi succede qualcosa, ci fermiamo a chiacchierare con chi ha fatto della tassidermia una vera passione:

    La maggior parte delle persone ci vede morte, io ci vedo conoscenza, studio, arte, perché di ogni animale devi conoscerne la struttura, ogni muscolo e riprodurlo

    Restiamo affascinati in balia tra la sensazione di qualcosa di magico e qualcosa di scientifico.

    Bienno museo naturalistico
    Bienno museo naturalistico
  3. BAR ANTICO. Bienno è un museo a cielo aperto perché medioevo, rinascimento e arte moderna hanno saputo integrarsi tra loro, senza cancellarsi. È così che la tappa successiva ci porta a scoprire un luogo che ha saputo conservarsi, mantenendosi inalterato per ben 80 anni. Stiamo parlando di un bar, non di un quadro, che appendi lì e bene o male ci riamane. È il bar antico situato nella torre della famiglia Rizzieri. È degli anni ‘40 e tutto è rimasto come allora, compresa la macchina del caffè, il bancone, la stufa e l’abitazione sul retro. Ci beviamo un caffè.

    Bienno bar antico anni 40
    Bienno bar antico anni 40
  4. CHIESA DI SANTA MARIA ANNUNCIATA. Arriviamo al piccolo gioiello di Bienno. L’indizio ci indica di andare nel luogo in cui il santo bambino detto Simonino è ritratto innumerevoli volte. È la Chiesa di S. Maria Annunciata, un capolavoro decorato con affreschi di Giovan Pietro da Cemmo e del Romanino, che trasformò in pittura le storie della Vergine tratte dai Vangeli apocrifi. Strano infatti vedere il Romanino in una chiesa.

    Bienno affreschi chiesa S. Maria Annunciata
    Bienno affreschi chiesa S. Maria Annunciata
  5. FUCINA. Nella Caccia al Tesoro non poteva mancare una tappa alla fucina. Andiamo allora dal “Freer de Bien”, dal fabbro. Prima ci portano a vedere la “tina de l’ora”, la botte dell’aria, che da vedersi non è un gran che: da fuori è un parallelepipedo di pietra. In realtà dentro viene fatta cadere una cascata d’acqua, che per compressione spinge in un tubo tutta l’aria. Questo tubo scorre fino all’interno della fucina.

    Bienno forno della fucina
    Bienno forno della fucina

     

    Tutti di corsa dentro a vedere che fine fa questa aria creata dall’acqua. Mitico. Finisce sotto al forno. L’aria serve per tenere vivo il fuoco e lo troviamo geniale. Di fronte al forno c’è il maglio, gigantesco. Sparsi tutti intorno strumenti in ferro da quelli più antichi medievali agli utensili dei nostri giorni.

  6. STATUA DEL CRISTO RE. Un tesoro bisogna guadagnarselo. D’altro canto non lo si può ottenere così, senza fatica. Non ci sarebbe gusto e perderebbe il valore di tesoro. È così che l’ultima tappa della nostra caccia finisce con una scarpinata su fino in cima al colle della Maddalena a vedere una statua di Cristo non solo ciclopica con i suoi 8,5 metri di altezza e un’apertura delle braccia di altri 8 metri, ma pure interamente ricoperta in oro zecchino.
    Bienno Cristo Re statua
    Bienno Cristo Re statua

    Qui scopriamo, oltre a una vista incantevole di Bienno dall’alto, il Bio Ristoro del Cristo Re, che prende il nome dalla statua dorata. Un luogo dove tutto è in armonia con la natura, dove non si cucinano prodotti di derivazione animale e tutto è biologico. Il loro motto, nonché sfida in una valle come quella camuna, è: “la nostra cucina adotta il ritmo della natura, il suo segreto è la pazienza”.

Bienno Bio ristoro Cristo Re
Bienno Bio ristoro Cristo Re

Abbiamo completato la nostra caccia, soddisfatti come solo dei buoni Geocachers sanno essere quando firmano il logbook. Torniamo con tutti i nostri timbri alla pro loco per ritirare il nostro premio, un prodotto locale. Le nostre congetture su cosa potesse essere variavano dalla farina per la polenta a un manufatto artistico. Secondo voi? Ve lo facciamo vedere nel video.

 

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