Campania in camper: visitare gli scavi dell’antica Pompei

454{icon} {views}

Lo sapevate che esistono due Pompei? La Pompei moderna e la Pompei antica. L’errore che abbiamo fatto noi è proprio quello di non considerare gli scavi di Pompei come una vera e propria città. Reduci dalle nostre recenti visite alle antiche città romane di Tharros e Nora in Sardegna, non ci aspettavamo certo ciò che ci siamo trovati di fronte a Pompei. E vi spieghiamo perché.

L’antica Pompeii

Pompeii, questo è il nome latino dell’antica città rimasta sepolta sotto una coperta di ceneri e lapilli in seguito all’eruzione del Vesuvio. Sorge alle porte della moderna Pompei, che si raggiunge con grande facilità in camper. L’uscita dell’autostrada è incredibilmente attaccata al centro nevralgico di Pompei, quello dove c’è uno degli ingressi per gli scavi, il mercato e la stazione della Circumvesuviana.

Il campeggio

Questa è anche la zona dei campeggi. Sono uno di fianco all’altro, ad eccezione dello Zeus che è ancora più vicino all’ingresso degli scavi e alla stazione della Circumvesuviana. Noi sostiamo allo Spartacus, campeggio che fa anche da parcheggio auto, rendendo gli spazi per le manovre dei camper difficili. Il costo è di 24 euro per due persone a cui si aggiungono 5 euro se si vuole l’elettricità.

Pompei campeggio Spartacus
Pompei campeggio Spartacus

Nel campeggio ci sono anche bungalow, bagni con docce, bar e pizzeria, dove diventiamo definitivamente dipendenti dalla pizza campana. Perché al nord la pizza non esca così buona anche se fatta da un campano resterà uno di quei misteri che ci promettiamo di scoprire.

La visita all’area archeologica

Tra una pizza e l’altra, comunque, ci ritagliamo una mezza giornata per vedere la Pompeii sepolta. I suoi resti sono famosi in tutto il mondo e quante volte ne abbiamo sentito parlare, eppure, nonostante il grande parlare, nonostante sapessimo che fosse uno dei luoghi storici più visitati in Italia, nonostante tutto ciò, non ci aspettavamo una città così integra, vasta e drammatica.

Questo è stato il nostro errore, credere che Pompei si potesse visitare in un paio di ore o al massimo 3.

Per visitare tutta Pompei ci vorrebbero giorni. Da qui deriva anche il costo del biglietto d’ingresso: 16 Euro a cui sommare altri 16 euro se si vuole essere accompagnati da una guida. Noi ci facciamo bastare una guida cartacea che ci danno gratuitamente insieme ad una cartina al punto informazioni, perdendo una parte di conoscenza e alcuni edifici emblematici di Pompei.

Oggi gli scavi di Pompei fanno parte di quel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco che è anche indice di quanto tale sito archeologico sia importante.

Le Origini

Pompei nasce da un insieme di piccole comunità per essere occupata dopo un secolo dalla sua fondazione dai Sanniti. Questa popolazione, stanziata nel nord della Campania, della Puglia, della Basilicata, arrivando fino all’Abruzzo e al Molise, divenne presto una rivale del potente impero Romano, che solo dopo 50 anni di guerre riuscì a sottomettere questo popolo italico.

Fu così che Pompei divenne colonia romana arricchendosi di tanti edifici importanti come il Foro, l’Anfiteatro, ville signorili.

Tuttavia, nel 62 d.C. un terremoto fortissimo danneggiò gran parte della città e molti edifici vennero ristrutturati e adattati a tempi meno sfarzosi. Legato a questo terremoto, scopriremo poi a Napoli un divertente aneddoto.

L’eruzione del Vesuvio

Ad ogni modo il terremoto fu un avviso di quella che sarà l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Era il 24 agosto e il Vesuvio eruttò, innalzando una colonna di fumo.

Il sole non si vide per 3 giorni di fila.

Ceneri e pomici iniziarono a cadere su Pompei, Ercolano, Torre Annunziata.

Pompei, il Foro e il Vesuvio
Pompei, il Foro e il Vesuvio

20.000 abitanti di Pompei rimasero bloccati nel tempo. La vita e il tempo si fermarono al 24 Agosto del 79 d.C. è questa la meraviglia, l’unicità, l’incredibile particolarità di Pompei, ma anche il suo lato tragico. In nessun altro posto se non a Ercolano si ha un fermo immagine della vita passata, della quotidianità, degli usi e costumi come a Pompei.

Tutto ciò che 2000 anni fa era ordinario oggi lo rivediamo come straordinario.

Possiamo osservare Pompei perché nessun uomo sembra essersene più preoccupato per 1600 anni. Fu il Re di Napoli che nel 1748 iniziò l’esplorazione di questa città di cui si era perfino dimenticato il nome. Poi nell’800 la geniale idea di ottenere i calchi, colando il gesso nel vuoto lasciato nella cenere dei corpi decomposti. Sono questi corpi imbalsamati, pietrificati, immortalati per sempre che più di ogni altra pietra fanno di Pompei un luogo toccante per quanto autentico.

Alla biglietteria diventiamo così consapevoli che visitare Pompei nelle 3 ore che abbiamo a disposizione sarà un’opera di grande difficoltà.

Eppure nel giro che abbiamo compiuto siamo stati colpiti comunque da tantissimi particolari, edifici, affreschi, mosaici, corpi.

Partiamo dalle terme suburbane

Terme private dove ridiamo perché scopriamo che sono affrescate nello spogliatoio immagini erotiche: propaganda delle attività illecite e di prostituzione che si facevano al piano superiore.

Porta Marina

Ci incamminiamo attraverso Porta Marina, così chiamata perché la strada che ne usciva conduceva al mare. È la porta più importante delle 7 di Pompei. La porta ha due ingressi. L’unico aperto e quello da cui passiamo anche noi è quello più grande. Però da qui nel 79 d.C. passavano i muli e i cavalli, mentre ai pedoni era destinata la porta più piccola. E d’altro canto un po’ asini ci sentiamo, perché ci è subito chiaro che di tutti quegli edifici che ci troviamo di fronte appena superata la porta capiremo poco della vita quotidiana che in essi si svolgeva.

Pompei Porta Marina
Pompei Porta Marina

Gli edifici sono praticamente intatti, mancano solo i soffitti, bruciati sotto i depositi piroclastici caduti con i loro 400 gradi di temperatura. Qualche cosa qua e là però riusciamo a comprenderla. Capiamo la differenza tra ingresso in una casa e in una bottega. I negozi avevano una sorta di saracinesca e sull’uscio, nella pietra, è ancora visibile il solco. Anche le strade riportano i segni dei carri, dopo 2000 anni si vedono le incisioni delle ruote.

Tra tutte le case che vediamo alcune più di altre ci sono rimaste impresse come:

La casa dei mosaici geometrici, con diverse terrazze a colmano i dislivelli del terreno e tutte le stanze con gli ancora intatti pavimenti a mosaico bianchi e neri che ci sembrano scacchiere,

La casa del poeta tragico che al suo ingresso ha un mosaico con scritto CAVE CANEM che vuol dire attenti al cane, nel 79 d.C.

Pompei, la Casa del Poeta Tragico
Pompei, la Casa del Poeta Tragico

La casa del forno, che era un panificio e dove il forno è inconfondibile anche per noi che di archeologia non sappiamo nulla così scherziamo immaginando che pizze buone uscirebbero da lì

La casa del cinghiale con il mosaico dell’atrio che raffigura un cinghiale assalito dai lupi, perché era un disegno che allontanava gli spiriti maligni.

previous arrow
next arrow
previous arrownext arrow

Gli edifici che più ci hanno colpito

Di indescrivibile bellezza sono poi la Basilica, che con le sue tre navate era il tribunale e non un luogo sacro, il Foro, rivolto verso il Vesuvio, il responsabile di tutto, il Macellum, che era un po’ come il mercato e sugli affreschi si vedono ancora oggi le merci vendute, pesci, galline, pane, in una sorta di catalogo appeso al muro, la Palestra degli Iuvenes dove il mosaico questa volta riproduce la lotta a mani nude di due giovani atleti.

Visitiamo anche le terme del Foro dove restiamo un po’ straniti, forse perché qui il soffitto ha resistito e la luce che entra crea spettrali giochi. Sulle pareti ci sono decorazioni e nicchie che servivano per riporre gli oggetti per fare i bagni termali, poco più in là un grande braciere serviva per riscaldare acqua e ambiente.

Pompei, il Macellum
Pompei, il Macellum

Arriviamo fino a Porta Ercolano e alla sua necropoli. Strada facendo osserviamo i corpi di pietra adagiati per terra in posizioni tra il tragico e il ridicolo. Ai lati della strada sono frequenti grandi banconi in pietra con dei fori dove venivano messe le giare. Da qui si servivano cibi e bevande, erano un po’ le osterie e i bar di oggi.

È il tramonto. Ci avviamo verso Porta Marina incontrando gli ultimi corpi imbalsamati dalla polvere. Sono un uomo che pensa, un bambino che dorme e un cane che sembra contorcersi in una posizione di dolore.

Pompei, calchi di pietra, pensatore
Pompei, calchi di pietra, pensatore

 

È così che lasciamo Pompei, come in un’istantanea di quotidianità e drammaticità allo stesso tempo.

INFORMAZIONI:

-Prezzo Campeggio Spartacus: 24,00 Euro al giorno per equipaggio + 5,00 Euro se si vuole l’elettricità
-Prezzo ingresso area archeologica di Pompei: 16,00 Euro a persona (cani non ammessi)

INDIRIZZO DELLA
NOSTRA SOSTA
Via Plinio, 127, 80045 Pompei ;
coordinate GPS 40.74682, 14.4839
(descrizione, prezzi e voto sulla nostra mappa).
PERIODO DELLA VISITAGennaio 2020
COSA FARE E
PUNTI D’INTERESSE
Pompei è una città incredibile per il suo stato di conservazione, per la sua storia e per la drammaticità che la caratterizza

Ti potrebbero interessare anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *