Tra Emilia Romagna e Marche: feste e festival

 

Facciamo una vacanza all’insegna di feste e festival, inseguendo folli, aquiloni e mongolfiere per finire immancabilmente al mare nel Delta del Po.

Corinaldo

23 aprile 2017

Stupiti da tanta bellezza 

Arriviamo a Corinaldo col tramonto. Il paese è in festa e gli sbandieratori, che hanno appena finito la dimostrazione, ci attraversano la strada. Non sappiamo cosa aspettarci da questo borgo dalle mura ancora perfettamente conservate, ma i turisti in giro sono tanti e l’aerea sosta piena. Parcheggiamo insieme a molti altri camper al palazzetto dello sport. Dopo aver cenato su Heisenberg siamo troppo curiosi e decidiamo di visitare Corinaldo di sera.

Entriamo in paese dalla porta S. Maria del Mercato e lo stupore timbra immediatamente le nostre facce. Quello che si palesa davanti ai nostri occhi è un borgo ancora integro, con accesso alla cinta muraria in più punti. Ci accoglie quella che sembra un’infinita scalinata: sono i gradini della Piaggia con al centro il pozzo della polenta.

24 aprile 2017

Ve lo consigliamo

Ci svegliamo di buon ora. La missione del giorno è trovare un posto nell’area sosta che ha solo 14 stalli, ma è dotata di allaccio alla corrente, carico e scarico tutto completamente gratuito. Insomma se siete camperisti, ci teniamo a suggerirvi Corinaldo come tappa almeno una volta nei vostri viaggi. Grazie all’aiuto di una gentile coppia di trentini conosciuta la sera precedente riusciamo nell’impresa di parcheggiare, ma, in ogni caso, per quasi tutta la mattina è un continuo via e vai di camper. Basta avere pazienza e aspettare.

Sono giorni di festa, la festa dei folli e le strade di Corinaldo si animano con spettacoli per grandi e piccini, con bancarelle di prodotti locali, con ogni genere di manifestazione, come il planetario o la maratona di taglio di capelli.

Anche noi siamo qui per un motivo preciso, ma è ancora presto per svelarvi il perché.

Nell’attesa, vuoi per la bellezza del luogo e vuoi per le innumerevoli attrazioni, certo non ci annoiamo.

25 aprile 2017

Curre in altum: partecipiamo anche noi

Oggi è il giorno della rivelazione del motivo per cui siamo a Corinaldo.

La tradizione lega il suo nome al monito a correre in alto “curre in altum” urlato dagli abitanti della vicina città romana di Suasa Senonum per sfuggire all’invasione dei barbari nel 400 e noi non possiamo esimerci dal seguirne l’indicazione storica.

Partecipiamo, così, alla nostra prima corsa colorata, che si svolge intorno alle mura di Corinaldo. Sono 5 giri per 5 chilometri e a tratti è davvero in salita, ma non preoccupatevi nessun giudice vi ammonirà se camminate, se saltate un giro o se vi sedete, quello che conta è essere pazzi e colorati.

È una corsa di folli, vestiti nei modi più disparati e tutti hanno a disposizione dei sacchettini di polvere di mais colorata con coloranti alimentari, quindi del tutto innocua, atossica e al 100% biodegradabile. È una guerra colorata e tutti si divertono come…dei matti. Ci sono anche i professionisti, ma nemmeno li vediamo dal tanto sono veloci.

Alla fine facciamo tutti e 5 i chilometri, siamo stanchi, felici e coloratissimi, come, del resto, tutta la cerchia muraria di Corinaldo.

Corinaldo colline

Colline coltivate tutt’intorno

Corinaldo torre merlata

Sulla torre

Corinaldo in camper

Buongiorno

Corinaldo colline

Colline coltivate tutt’intorno

Corinaldo gradini della Piaggia

Sui gradini della Piaggia

Corinaldo mura

Le mura

Corinaldo vie

Scorci di Corinaldo

Corinaldo artisti di strada

Artisti di strada

Corinaldo scalinata della Piaggia

Ci accoglie la scalinata della Piaggia

26 aprile 2017

Incantesimo

Corinaldo non ci lascia partire: ci ha letteralmente stregato, così decidiamo di sostarvi, ancora un giorno, nell’ozio totale. Esplorando la campagna intorno all’area di sosta e facendo l’ultimo giro per le vie del borgo, ora tranquillo e quasi deserto.

QUI TROVI IL VIDEO GIRATO A CORINALDO

 

Pinarella di Cervia

27 aprile 2017

Lentamente risaliamo la costa adriatica

Oggi andiamo al festival degli aquiloni a Pinarella di Cervia.

Quando arriviamo minaccia pioggia e in cielo vola solo un desolatissimo Casper.

Parcheggiamo, inizialmente, all’area sosta, un grande piazzale sterrato che non ci ispira molta fiducia. Camminando verso il centro del paese, troviamo una serie di parcheggi per auto occupati da diversi camper, dove, alla fine, optiamo di spostarci anche noi.

28 aprile 2017

Tira vento contrario

Finalmente oggi splende il sole così che possiamo vedere gli aquiloni alti nel cielo. Il vento soffia al contrario, dalla terra al mare e gli aquiloni faticano a stare su. C’è un tipo che vuole però battere il suo stesso record di numero di aquiloni legati insieme. Sono dei topini legati dietro ad un pifferaio magico. Il signore sembra irremovibile dal suo intento, vuole battere il record a tutti i costi, ma l’aquilone appena prede un attimino il volo, circa all’altezza del ventesimo topolino, si schianta sulla battigia. Alla fine è costretto a rinunciarci.

Gli aquiloni di grandi dimensioni sono un bel spettacolo da vedere, colorati, grandi alti nel cielo e in volo al contrario.

Pinarella di Cervia ArtEvento

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia

Milka è un tormento

Pinarella di Cervia ArtEvento 2017

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia ArtEvento

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia ArtEvento

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia ArtEvento aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia festival degli aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia festival degli aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia festival degli aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia

Pinarella di Cervia

Pinarella di Cervia festival degli aquiloni

ArtEvento 2017

Pinarella di Cervia

Pioviggina al nostro arrivo

 29 aprile 2017

Vita da camper

Andiamo all’area sosta per fare carico e scarico. Teniamo, però, il posto del parcheggio riservato con una sedia. Non sappiamo se al nostro ritorno li ritroveremo, sedia e posto, oppure no, ma non abbiamo alternative.

Al momento di caricare l’acqua ci accorgiamo che abbiamo dimenticato in giro l’attacco. Inizia anche a piovere e ci bagniamo in pochi minuti. Chiediamo a due signori in prestito la loro canna dell’acqua e risolviamo almeno un problema.

Torniamo alla sedia. C’è ancora, ma è fradicia.

Il pomeriggio ci rechiamo nuovamente in spiaggia. Oggi la gente è numerosa e gli aquiloni anche se girati dal verso giusto, sono sempre gli stessi.

Facciamo una passeggiata sulla battigia. Milka è al guinzaglio e proprio non ce la fa a sopportare questa costrizione avendo intorno acqua, sabbia, bambini e persone che le dicono <<Ciao>>, la parola d’ordine per farla impazzire.

Finisce che lei continua a tirare a destra e a manca, ci esaspera, fino allo sfinimento e all’arrabbiatura. Torniamo al camper in silenzio, ognuno col suo broncio.

Si apre qui il tema litigi in camper. Sembrerà una banalità ma non è facile essere arrabbiati in tre metri quadri. Dal momento che è anche naturale, a volte, discutere con chi ti è accanto ogni giorno, cane compreso, bisogna adottare delle soluzioni alternative allo sbattere di porte e rintanarsi ognuno nel proprio angolo.

Il sistema che abbiamo adottato noi è un buon compromesso tra farsi passare il nervoso e spazi ristretti. Si esce a turno, chi con Milka e chi da solo, si passeggia, si corre, si nuota o si va al bar, insomma, ci si ricarica e la sera tutti nello stesso letto. Il giorno dopo sarà, sicuramente, un nuovo giorno.

Anche questo vuol dire camper.

GUARDA IL VIDEO DEL FESTIVAL DEGLI AQUILONI

Forlì

30 aprile e 1 maggio 2017

Mongolfiere stese al sole

Dopo il nervoso, capiamo che è giunto il momento di spostarci. Pianifichiamo, così, il viaggio verso Forlì per andare a vedere le mongolfiere.

La strada da percorrere non è molta e ci prendiamo tutto il nostro tempo, come di consueto.

A Forlì passiamo il cimitero degli indiani caduti in guerra, dove le lapidi a terra sono disposte in ordine maniacale, scendiamo da una discesa che a primo acchito può spaventare, ma è solo un’impressione dal tanto è breve e arriviamo all’area sosta nei pressi del Parco Franco Agosto.

Il carico dell’acqua costa 10 centesimi al litro, con un euro ce la caviamo.

Lì per lì siamo soddisfatti, c’è il sole e facciamo una passeggiata di circospezione. Vediamo, pronte per partire nel pomeriggio, le mongolfiere stese a terra all’interno del parco tra mille conigli di tutti i colori. Percorriamo per un breve tratto la ciclabile lungo il fiume Montone.

Giusto il tempo per mangiare e arrivano le prime avvisaglie di maltempo. Quando giunge il momento di far volare le mongolfiere, si scatena una pioggia fitta e incessante. Addio mongolfiere, ne avremo solo il ricordo dei loro colori stesi a terra come sulla tela di un pittore.

Scappano anche i conigli nelle loro tane, gli unici a sembrare a loro agio sono i cigni dello stagno.

La nostra notte a Forlì inizia con l’abbaiare di Milka, in realtà fiuta solo un cerbiatto lontano, ma noi ci mettiamo in allerta e fatichiamo a prendere sonno dopo aver visto nel grande parcheggio dei strani movimenti di loschi individui. Ad un certo orario, però, ci rassegniamo e ci abbandoniamo a Morfeo.

DI SEGUITO TROVI IL VIDEO DI FORLI’

delta del Po

2 maggio 2017

Andiamo per lidi

Splende il sole e fa caldo. Facciamo di prima mattina una bella corsetta sulla ciclabile lungo il Montone, la sudata che ne consegue e la doccia in camper ci rigenerano.

Carichi di rinnovata energia, partiamo per i lidi ferraresi. Il primo che incontriamo è il lido di Spina, dove tutto è deserto, spiaggia e paese, una meraviglia per Milka che finalmente può sfogarsi in tutta libertà.

Ci spostiamo, poi, al lido degli Estensi, dove facciamo un aperitivo, mentre studiamo il paese un po’ più animato.

 

 

3 maggio 2017

Abbiamo perso il vizio della corsa

Spronati dalle corse di Corinaldo e Forlì, che ci hanno messo di buon umore, vogliamo andare a correre anche oggi, questa volta però in spiaggia. Siamo carichi e convinti, ma come mettiamo il naso fuori dal camper, cambiamo idea all’istante.

Sferza un vento gelido e nuvoloni scuri e grigi lasciano intravedere solo qua e là fazzoletti di cielo blu, comunque non abbastanza per rasserenare i nostri pigri animi.

Solo nel pomeriggio con un sole un po’ più caldo riusciamo ad andare a fare una passeggiata in spiaggia, dove Milka può nuovamente correre libera.

Felice lei, felici noi.

Lido di Spina

Lido di Spina: finalmente libertà

Lido degli Estensi

Lido degli Estensi

Lido di Volano pontile

Lido di Volano: il pontile con i pescatori

Lido di Volano pontile pescatori

Lido di Volano: il pontile con i pescatori

Lido di Volano pontile pescatori

Lido di Volano: il pontile con i pescatori

Lido di Volano spiaggia

Lido di Volano

Comacchio

Comacchio

Comacchio

Comacchio

Comacchio 3 ponti

Comacchio: sui 3 ponti

Lido degli Estensi

Lido degli Estensi

Lido di Spina

Lido di Spina: finalmente libertà

4 maggio 2017

Cara anguilla di Comacchio

Ci spostiamo nell’entroterra del Delta del Po e arriviamo a Comacchio. Piove ma l’intento è solo quello di mangiare l’anguilla. Parcheggiamo alla coop, vicinissimi al centro e ai Tre ponti, principale attrattiva di Comacchio.

Sembra una piccola Venezia e facciamo proprio in fretta a visitare il centro di Comacchio. Sarebbe bello potersi imbarcare e visitare la laguna intorno, le valli del Delta, magari vedere qualche fenicottero al tramonto. Non sappiamo organizzarci con il tempo piovigginoso e con Milka. Ci limitiamo ad assaggiare, come ripromessoci, l’anguilla, facendoci spennare. Paghiamo uno spuntino quanto una cena.

5 e 6 maggio 2017

Altro giorno, altro Lido

I lidi ferraresi sono 7, facendo una media decidiamo di vistare il terzo avvicinandoci così alla metà.

Andiamo al lido di Volano.

Ci aspetta un lungo pontile carico di pescatori e bilancini. A fine giornata Gabriele fa amicizia con alcuni di loro e torna in camper con un sacco di sarde, siamo ai livelli del puzzone di Moena. Abbiamo così imparato a pulirle e a cucinarle. Le abbiamo fatte impanante ed erano più buone dell’anguilla.

Il giorno successivo ci concediamo, facendo ancora il pieno di energia, un’ultima passeggiata in spiaggia con Milka prima di intraprendere il ritorno verso casa, dove ci attende un tempo da lupi a riconferma che è meglio viaggiare.

 

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