In camper verso il Passo del Cerreto: Fivizzano e il Castello della Verrucola in Lunigiana

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In questo viaggio in camper siamo andati alla scoperta dei 5 elementi caratteristici e un po’ stravaganti del vasto comune di Fivizzano in Lunigiana.

Partiamo dalla foce del fiume Magra per risalire una delle più suggestive e storiche valli d’Italia, posta a cavallo tra Liguria e Toscana.
Vorremmo partire alla scoperta di questa terra proprio da ciò che le diede il nome, Luni, antica città romana, che nell’antichità era un porto importantissimo nel Mar Ligure, così importante da dare il nome a tutto il territorio.

Oggi Luni è un sito archeologico, a cui si può accedere addirittura lasciando il camper nell’area di servizio autostradale. Noi, purtroppo, becchiamo il giorno di chiusura, il Lunedì, quindi ci addentriamo direttamente nella valle giungendo a Fivizzano.

La provincia è ancora quella toscana di Massa Carrara. Siamo a 326 metri di altitudine e, nonostante, sia inizio Febbraio troviamo una bella giornata tiepida e soleggiata.

Fivizzano

Il comune di Fivizzano è un territorio molto vasto che comprende ben 2 Parchi, quello Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e quello Regionale delle Alpi Apuane. Siamo in quella parte di Appennino che divide la Pianura dal resto d’Italia, una zona di passaggio obbligato, caratterizzata da importanti valici e passi come il Passo della Cisa, del Cerreto, del Lagastrello e dei Carpinelli.
Antiche vie passavano da qua basti pensare all’Antica Via Clodia. Chi voleva raggiungere Roma dalla Pianura doveva passare da qui.

I Romani capirono l’importanza strategica di questo territorio e subito lo conquistarono. È, a dire il vero, un luogo, però, abitato fin dalla preistoria, poiché nella frazione di Verrucola venne trovata una delle Statue Stele per cui è famosa la Lunigiana. Sono statue megalitiche con tratti umani stilizzati, quelle delle Lunigiana sono riconoscibili dalla bizzarra forma a mezza luna, non a caso, della testa.

Fivizzano Pieve di San Paolo Frazione di Vendaso
Fivizzano Pieve di San Paolo Frazione di Vendaso

Da Fivizzano passa anche una variante alla Via Francigena, meno nota, ma altrettanto significativa. È la Via del Volto Santo, una via storica che attraversa questa parte di Appennino. La Via del Volto Santo conduce fino a Lucca, nella cui Cattedrale c’è il dipinto, non a caso, del Volto Santo. È questo un dipinto che sembra essere giunto dalla Terra Santa a Lucca passando da Luni attraverso la via appenninica che ha preso il suo nome.

Parcheggio camper a Fivizzano

Giunti a Fivizzano, parcheggiamo il camper superando il campo sportivo. Fa specie, e anche piacere, vedere che per una volta l’accesso e la sosta sono consentiti solo alle caravan. Il parcheggio, tuttavia, non è molto segnalato, troviamo indicazioni unicamente una volta arrivati.

Fivizzano parcheggio camper
Fivizzano parcheggio camper

Non c’è possibilità di scarico, ma nelle vicinanze non mancano fontanelle d’acqua. Accanto al parcheggio ci sono i campi da calcio e da basket e pure una bella piscina.

Il centro di Fivizzano dista pochi metri a piedi.

Qui le principali attrattive turistiche si contano su una mano, ma sono davvero interessanti e anche un po’ stravaganti (già, soprattutto il punto 5).

1 Piazza Medicea

Qui ci colpisce subito la fontana, fatta costruire da Cosimo III de’ Medici. Databile alla fine del 1600 ci ricorda in qualche modo la fontana dei delfini della Reggia di Caserta. Questa piazza è il simbolo di Fivizzano ed è circondata da palazzi del ‘600 e ‘700 ed era luogo di ritrovo e di mercato.

È un punto importante per capire Fivizzano perché c’è gran parte della sua storia.

Sebbene Fivizzano fosse abitato fin da tempi antichi, furono i Malaspina a dominare per secoli. Si impadronirono del Castello della Verrucola, lo ampliarono e ci rimasero fino al 1477, quando arrivarono i Medici con Lorenzo il Magnifico. Fivizzano era un punto strategico di passaggio che collegava Lucca a Parma, dove si poteva controllare i passo appenninici e divenne così importante per la famiglia fiorentina de I Medici da venire soprannominata “il bel cantuccio di Firenze”.

Fivizzano fontana di Cosimo III de' Medici
Fivizzano fontana di Cosimo III de’ Medici

Tra i tanti appellativi di Fivizzano troviamo però anche “perla sperduta tra i monti” di Carducci e Paese dalla belle finestre. Capiamo il perché sempre guardandoci intorno in Piazza Medicea.

Altra curiosità è il caffè Elvetico.
Agli inizi del ‘900 infatti si stabilì a Fivizzano a lavorare nelle drogherie e nelle pasticcerie una folta comunità di Svizzeri provenienti dal cantone dei Grigioni. Oggi ne è rimasta traccia e testimonianza nel caffè e nel cimitero degli Svizzeri, dove venivano sotterrati i grigionesi appartenendo alla comunità evangelica elvetica e non potendo stare in un cimitero cattolico.

Fivizzano caffè Elvetico
Fivizzano caffè Elvetico

2 Mura Medicee

Imbocchiamo del tutto casualmente una stradina che ci conduce lungo la Via dell’Amore, una bella e romantica passeggiata che fa spaziare lo sguardo su tutta la valle.

Fivizzano lungo le Mura Medicee
Fivizzano lungo le Mura Medicee

Siamo su quello che una volta era il camminamento delle mura, ancora oggi ben conservate. Sono mura del ‘500 e ancora oggi per accedere a Fivizzano si passa sotto una delle 3 porte che le caratterizzano. Noi passiamo dalla Porta Lucchese quella che da verso Est. Le altre due rivolte rispettivamente a Nord e a Sud sono le Porte Modenese e Sarzanese.

3 Museo della Stampa

Passata la Porta Lucchese costeggiamo le mura del Palazzo Fantoni. Al suo interno è allestito il museo della stampa, purtroppo chiuso al nostro arrivo.

A Fivizzano sorse una della prime stamperie a caratteri mobili d’Italia, ma non solo, Fantoni, che nacque in questo Palazzo, inventò la prima macchina da scrivere nel 1802, una delle prime al mondo a stampare come una macchina moderna con l’ausilio di una particolare carta carbone.

Fivizzano Museo della Stampa
Fivizzano Museo della Stampa

Il ruolo importante di Fivizzano nella cultura umanistica continuò con l’istituzione di una particolare accademia letteraria, l’Accademia degli Imperfetti. Noi ci scherziamo su, dicendo che abbiamo trovato la nostra facoltà in quanto perfetti non ci siamo mai sentiti, ma intanto questa istituzione c’è ancora dal 1500.

4 Museo Bernacca

Perdendoci tra le viuzze, che scopriamo poi essere tutte concentrate intorno a Piazza Medicea, arriviamo alla biblioteca comunale. Qui troviamo, sempre però chiuso vista la bassa stagione, un altro museo stravagante, il Meteo Museo dedicato a Edmondo Bernacca.

Bernacca, cittadino onorario di Fivizzano, fu un famoso meteorologo degli anni ‘70, che fece scoprire le previsioni meteo alla popolazione con uno stile comunicativo ineguagliabile, semplice, ma affidabile, rigoroso e scientifico, ma comprensibile e intuitivo.

Fivizzano biblioteca e Museo del Bernacca
Fivizzano biblioteca e Museo del Bernacca

Nel Museo ci sono strumenti di una volta e dotazioni moderne, carte del tempo, disegni e ricordi di Bernacca. Non mancano spiegazioni delle nozioni basi della meteorologia, approfondimenti sul fenomeno delle previsioni meteo e spunti per riflessioni sui cambiamenti climatici. Peccato non averlo potuto visitare al suo interno.

5 Castello e borgo medievale della Verrucola

Per ultimo, ma non in quanto a importanza, vi parliamo della Frazione della Verrucola. È questo il vero fulcro di Fivizzano, il vero nucleo storico, antico e ancora conservato, il Borgo Medievale.

Parcheggio camper alla Verrucola.
Per raggiungere la frazione ci spostiamo col camper a un paio di chilometri da Fivizzano. Troviamo parcheggio, complice anche la stagione poco affollata, in un piccolo spiazzo lungo la strada che conduce al Passo del Cerreto. Attraversiamo la strada e una stradina in discesa ci conduce immediatamente nel Borgo.

Fivizzano Parcheggio della Verrucola torre secondaria di avvistamento
Fivizzano Parcheggio della Verrucola torre secondaria di avvistamento

Tutto è molto particolare, lo sarà anche la nostra visita.

Ci sembra di essere improvvisamente catapultati in un libro. Siamo in un altro tempo. Tutto è lento, silenzioso ad eccezione di due ostinati cani che sembrano ammonirci per qualche nostro misterioso comportamento. La cosa più straniante di tutte è vedere questo paese, dove non incontriamo nessuno, tutto ricoperto dal muschio. I sentimenti vanno dalla meraviglia all’inquietudine, passando dallo stupore. Così immersi nel verde giungiamo alla porta del Castello della Verrucola.

Il Castello della Verrucola
Il Castello fu dimora dei Bosi, discendenti dai vassalli della famiglia di Matilde di Canossa. Furono i Malaspina, però, ad ampliarlo collegando tra loro le dimore fortificate. Per questo motivo il Castello non risulta omogeneo alla vista da fuori.

Il Castello fu teatro di dure lotte tra marchesi dai nomi lunghissimi e i Malaspina. Durante uno di questi assedi vennero uccisi tutti i Malaspina, tranne lo Spinetta, di soli 20 mesi, messo in salvo dalla balia.

Fu l’ultimo dei Malaspina ad abitare il Castello della Verrucola, poi arrivarono i Medici.

Borgo medievale e castello della Verrucola
Borgo medievale e castello della Verrucola

Ogni anno una rievocazione storica ricorda le lotte delle bande al castello. Ci sembra strano non esserci nessuna leggenda legata al castello e soprattutto nessun fantasma da incontrare.

Il Castello fu anche un monastero di monache, ma poi venne del tutto abbandonato. Quando il castello era ormai un rudere venne comprato e restaurato.

Oggi il Castello della Verrucola è una residenza privata. È la casa di una famiglia di artisti. Ed è qui che il nostro libro in cui qualcuno ci ha catapultato entra nel vivo del racconto.

Stiamo passeggiando lungo il muro perimetrale del Castello, ascoltando l’abbaiare imperterrito del cane dei proprietari, artisti, castellani. Ci sono due macchine parcheggiate tra il muschio di questa viuzza, non meno verde delle altre. Milka si mette ad annusare le ruote di una di esse.

Con grande stupore esce dalla macchina J. C., attuale proprietario del Castello.

Ci propone di entrare.

Ci fa da guida.

Ad eccezione della grande sala d’armi, dove oggi sono custodite le opere di suo padre scultore, il resto del Castello è proprio casa sua, 3 immensi saloni con tante finestre, ai lati, quelle che una volta erano le celle delle monache, oggi sono le camere.

Castello della Verrucola interno
Castello della Verrucola interno

Al soffitto ci sono grandi travi, sul pavimento tappeti con sopra divani dai mille cuscini e coperte e sparse in ogni dove tantissime opere artistiche, quadri, sculture e libri.

Usciamo, paghiamo un contributo per la visita e ringraziamo per questa esperienza davvero straniante e unica nel suo genere.

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Che storia incredibile è stato anche questo viaggio, che libro straordinario può essere qualsiasi luogo, nel suo piccolo, misterioso modo di presentarsi, anche tra vie ricoperte dal muschio che ti portano a casa di un artista castellano.

INFORMAZIONI:

-Prezzo Sosta Fivizzano + Verrucola: gratuite
-Prezzo ingresso castello: 10 Euro a persona (contributo volontario)
-Durata visita al castello: 20 minuti

INDIRIZZO DELLA
NOSTRA SOSTA
FIVIZZANO
oltrepassare Piazza Alcide De Gasperi; coordinate GPS 44.238858, 10.127963
BORGO DELLA VERRUCOLA
Via Monte Nero, 15, 54013 Fivizzano MS; coordinate GPS 44.24211, 10.13757
(descrizione, prezzi e voto sulla nostra mappa).
PERIODO DELLA VISITAFebbraio 2020
COSA FARE E
PUNTI D’INTERESSE
Visita al paese di Fivizzano; Museo della Stampa; Museo del Meteo;
Visita al Castello (per la visita agli interni chiamare il numero indicato all’ingresso del borgo)
Visita al borgo medievale della Verrucola

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