Oltre confine in camper: la Val Roia, Francia

Oltre confine in camper: la Val Roia, Francia

Passare il confine italofrancese su una strada europea come quella del Colle di Tenda, che attraversa la Val Roia, può comportare alcuni aspetti che magari, come noi, non avevi considerato. Innanzitutto, è necessario essere in regola con i documenti, anche quelli per il tuo cane, che deve avere il “Passaporto Europeo”. Inoltre, non è così scontato che ti fermi la Gendarmerie per i controlli anti immigrazione. Niente di grave, ma visto che salgono sul camper, evita di essere un puzzone come noi.

Prima volta oltre confine

Le giornate sono le più lunghe dell’anno. Decidiamo, così, di partire intorno alle 18.00 da Sanremo in direzione Ventimiglia per proseguire il viaggio sconfinando in Francia e giungere al tramonto a Cuneo. È la prima volta che oltrepassiamo il confine in camper e non sappiamo esattamente cosa aspettarci e quali siano le procedure.

Fermati dalla Gendarmerie

Come giungiamo in Francia siamo fermati dalla Gendarmerie, che sale in camper per un controllo. Alla fine della visita all’interno di Heisenberg, i poliziotti, molto gentili, ci salutano anche sorridenti, nonostante nel camper ci sia palesemente un odore nauseabondo e insostenibile di wc chimico, non avendo scaricato le nere a Sanremo.

La Val Roia

Percorriamo tutta la splendida “Vallée de la Roya” con i suoi bacini idroelettrici, i borghi, le gole e i massi levigati dall’acqua. È una valle divisa tra Italia e Francia a cui è stata ceduta dopo il trattato di pace di Parigi, dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947. La Val Roia è lunga 59 chilometri ed è completamente attraversata dal fiume Roia, un allegro torrente azzurro ,che nasce dal Colle di Tenda a 1908 metri in territorio francese.

Il traforo del Colle di Tenda

Noi percorriamo, pochi metri più sotto, il traforo di Tenda, che con i suoi emozionanti 3 km di stretta e vecchia galleria ci riconduce in Italia.
Al momento del nostro passaggio il traforo è a senso alternato, in caso contrario è così angusto, che non ci passeremmo. L’attesa per il suo attraversamento può essere anche molto lunga ed è incrementata dai lavori stradali che stanno eseguendo per ampliare la galleria.


Questo tunnel ci ha molto colpito per il fascino che ancora emana, ma ormai risulta essere evidentemente inadeguato per la circolazione dei moderni veicoli. Risale, infatti, al lontano 1882, quando ancora nessun tunnel di una tale lunghezza era mai stato costruito prima di allora. All’uscita del traforo c’è il confine italiano, ma qui nessuno ci controlla. Scendiamo lentamente, con una decina di larghi tornanti, fino a Limone Piemonte. Da qui, con il sole che ormai lentamente si fa basso, grande e rosso, giungiamo alla bella, piccola e per il momento del tutto gratuita area di sosta di Cuneo.

 

 

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